Caldarola, dialettalmente detta "Callarola" presenta nel suo stemma un caldaio, segno metaforico di riferimento al proprio toponimo che pure si offre ad una duplice interpretazione. Esso può derivare da "calidaria", bagni caldi, dalle sorgenti termali - scomparse dal XVI secolo - che un tempo sgorgavano da colle Garufo o Carufo, o anche da "caldaia", in riferimento alla conformazione del suolo nel senso di "conca", "avvallamento".

Anche il paese, dal punto di vista urbanistico, presenta due immagini per così dire contrastanti: in alto domina il castello tipico di un borgo medievale, in basso, nel centro abitato, si apre una piazza dalle caratteristiche tutte rinascimentali. Queste due immagini sono intimamente legate alla storia di Caldarola: un tempo proprietà dell'abbazia di San Clemente in Casauria, nel 1240 conquistata da Camerino e sottoposta alla signoria dei Varano al cui dominio la strapparono i Sanseverinati, entrò infine, dopo una serie di sanguinose guerre, a far parte dello Stato Pontificio nel 1545.

E' questo il periodo più importante per la città, grazie all'interesse del cardinale Evangelista Pallotta (1548-1620), personaggio autorevole presso la corte romana di papa Sisto V. Prefetto della Congregazione della Fabbrica di San Pietro e dunque esperto in campo edilizio, il Pallotta ridisegnò la sua Caldarola secondo i criteri propri dell'architettura controriformata, gli stessi adottati da Sisto V per Loreto. L'urbanistica medievale fu razionalizzata con interventi strutturali nell'area del castello, dove furono demolite parte delle mura e molte abitazioni per far spazio alla costruzione di una dimora detta palazzo "del Monte", poi rimaneggiata nel tempo dagli eredi Pallotta fino alle re-interpretazioni neogotiche del XIX secolo.

Ma il luogo privilegiato della "Caldarola sistina" è la grande piazza a cui si accedeva dal castello attraverso un sistema di vie parallele. Delimitata su due lati dall'elegante colonnato rinascimentale, ospita il cosiddetto "Palazzo di Piazza", originaria residenza di Evangelista Pallotta e oggi sede comunale e del museo civico. All'interno del palazzo si distingue la "Stanza del Paradiso", forse studio privato del cardinale, preziosamente affrescata con scene di caccia attribuite già a Simone de Magistris e oggi al fiorentino Antonio Tempesta.

Sulla piazza prospetta la chiesa a croce greca della Madonna del Monte, costruita a fine Settecento sul posto della quattrocentesca Santa Maria de Castronovo. Qui si conserva la famosa tavola di Lorenzo D'Alessandro, commissionata nel 1491 dal beato Francesco Piani, fondatore della Confraternita dei Disciplinati: la Madonna col Bambino è circondata da santi e dai committenti che affidano alla Vergine la protezione della città, qui raffigurata come un plastico nella sua fisionomia originaria.

Fuori delle mura di Caldarola sorge la duecentesca chiesa di San Martino, ristrutturata nel XVI secolo, che mantiene dell'edificio originario il bassorilievo della facciata con San Martino e il povero, mentre all'interno si segnalano gli affreschi eseguiti da esponenti della scuola caldarolese come Nobile da Lucca, Giovanni Andrea e Simone De Magistris. Particolare importanza ha qui la cappella di San Martino, la cui realizzazione fu voluta dal cardinale Pallotta negli ultimi anni del Cinquecento: dei numerosi dipinti e affreschi che la decoravano rimane come unica traccia la pala d'altare con il Transito di San Martino, una delle opere più alte di Simone De Magistris.

Nelle vicinanze troviamo le frazioni di Croce e Vestignano, antichi castelli da cui passava una di quelle "vie francische" che nel Medioevo permettevano il collegamento con le città del Nord Italia e dell'Europa. Altro borgo incastellato è Pievefavera, sul lago di Caccamo, che mantiene quasi intatte le tre cinte murarie fortificate con torri e ospita un piccolo museo archeologico con reperti che testimoniano insediamenti del periodo piceno e romano.


bibliografia:
Giorgio Semmoloni, Monti azzurri e musei, Comunità montana dei Monti Azzurri, Gragnano (Na), 2004, pp. 2-4
Caldarola. Ambiente, storia, arte, a cura di Angelo Antonio Bittarelli, Camerino 1989

presentazione
musei
ricettività


Caldarola (MC)

informazioni
Popolazione: 1706
Superfice in Kmq: 29,08
Altitudine: 314
Telefono: 0733 / 905529

www.caldarola.sinp.net
comune@caldarola.sinp.net

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